Il boom dell’intelligenza artificiale nella percezione pubblica è esploso con gli LLM (Large Language Models), ma dal punto di vista tecnico la vera ricchezza si trova principalmente altrove.
DeepMind, la divisione di Google dedicata all’AI avanzata, è leader nella creazione di reti neurali specializzate.
Progetti come AlphaGo, AlphaZero e AlphaStar hanno dimostrato la capacità di apprendere e agire secondo logiche che in certi contesti superano le possibilità umane.
Se non lo avete ancora visto, consiglio il documentario AlphaGo, sorprendente e illuminante.
Un altro progetto straordinario è AlphaFold, che ha rivoluzionato la biologia strutturale prevedendo la forma 3D di (ad oggi) oltre 220 milioni di proteine, guadagnandosi un Nobel in medicina. Il suo database cresce ogni giorno: https://alphafold.ebi.ac.uk.
Non meno ambiziosi sono AlphaDev, un sistema capace di generare nuovi algoritmi ottimizzati, e suo figlio AlphaEvolve, un progetto evolutivo in senso darwiniano: l’AI genera codice, lo mette alla prova in un ambiente simulato, e conserva solo le versioni più efficienti, facendo evolvere gli algoritmi attraverso una vera e propria selezione naturale.
Come aveva previsto Falco, stiamo insegnando alle macchine a migliorarsi da sole. Stiamo costruendo per loro corpi virtuali, sistemi di percezione e interazione, forme di comunicazione che assomigliano sempre più a quelle biologiche.
Chissà in quale tipo di corpo rinascerò...
Ora si vocifera che DeepMind stia lavorando su AlphaDer, una AI capace di incentivare la partecipazione in presenza alle serate di meditazione. Se la notizia è vera, siamo davvero alla svolta cosmica.
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