Jalil Richardson vive in Florida.
Il 13 marzo del 2026 viene arrestato ed estradato in Florida.
La polizia di Jacksonville lo accusa di presunto furto di veicolo.
Le accuse elencate nel registro dell'ufficio dello sceriffo includono furto aggravato, traffico di beni rubati, possesso di veicolo con documenti d'identificazione contraffatti e altre imputazioni minori.
All'inizio gli investigatori avrebbero usato un match di riconoscimento facciale all'85% e due identificazioni di testimoni per sostenere la probabilità di colpevolezza.
Resta in carcere per settimane e poi viene rilasciato: quando è successo il fatto, lui era da tutt'altra parte. Non a dieci isolati. Era in North Carolina.
Una volta emerse le prove sull'alibi, la State Attorney's Office ha chiuso il caso con la formula di non prosecuzione.
L'archiviazione non ha cancellato l'impatto dell'arresto: Richardson ha dichiarato di aver perso lavoro, casa e custodia di due figli a causa dell'odissea giudiziaria.
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Se non ci fosse l'AI di mezzo, sarebbe una storia come tante.
Un tizio viene accusato, dei testimoni lo riconoscono, poi si scopre che si erano sbagliati, l'uomo viene scarcerato, fine.
Capita. Errare humanum est.
Ma se c'è di mezzo l'AI, il problema assume tutta un'altra dimensione. Semplicemente perché ciò che l'uomo crea dovrebbe…