Da qualche tempo osservo una dinamica che mi preoccupa, e che sento il bisogno di condividere.
Vedo persone che si caricano di responsabilità con slancio genuino.
"Faccio il reggente", "faccio l'economo", "sono responsabile del gruppo X", "ho figli/nipoti piccoli", "ho i mezzi", "le sfere", "i circuiti", "il bosco", "devo portare Piovra".
Un entusiasmo che ammiro, davvero.
Ma poi osservo cosa succede nel tempo: l'intervista promessa rimane in sospeso da mesi, la presenza agli incontri diventa sporadica, i materiali attesi non arrivano mai, i lavori urgenti restano incompiuti.
Credo che valga la pena fermarsi a riflettere insieme.
Ricordo quando Falco parlava delle bugie: "Le persone che dicono bugie diventano meno dense, se la loro parola è vuota."
Mi sembra che lo stesso principio si applichi alle promesse non mantenute.
Non si tratta di malafede, quasi mai.
Si tratta di qualcosa di più sottile: la difficoltà di misurare onestamente le proprie forze.
Quando eravamo giovani, l'energia sembrava inesauribile.
Potevamo fare tutto, promettere tutto, e spesso mantenevamo.
Con gli anni, quell'energia si fa più rara.
E quella rarità non va combattuta - va accettata e compensata con qualcosa di diverso: saggezza, strategia, consapevolezza.
Cosa significa in pratica?
Significa imparare a dire no con…