(in risposta a Genziana)
Siamo passati da un tempo in cui Falco ci spingeva alla consapevolezza e alla coerenza, a un’epoca in cui sembra più importante “non scontentare nessuno”, per evitare che le persone si allontanino da Sociale e Meditazione.
Io sogno una Damanhur meritocratica, dove si valorizzino coraggio, impegno, visione e resilienza. Questo significa anche saper richiamare chi dimostra pigrizia o mancanza di integrità: elementi fondamentali per far crescere la complessità.
Credo che Damanhur, per contribuire davvero a migliorare il mondo, debba incarnare e lavorare attivamente su tutte le caratteristiche dell’umanità, anche quelle più spigolose.
Ambizione, successo, potere non sono negativi se messi al servizio della collettività.
Far parte di Damanhur richiede coraggio: significa assumersi responsabilità difficili da affrontare da soli. Per sostenerle ci vuole un popolo coeso e strategie molto precise.
Credo nella libertà di esprimere idee forti, magari scomode. Il confronto – anche acceso – è crescita. Censurare opinioni solo perché secondo te sono “divisive”, è un pericolo.
Capisco il ruolo della redazione, ma serve equilibrio. Modificare articoli può minare l’integrità dell’opera.
Se un attore su un palco grida "Ora basta prendermi per il culo" ottiene un risultato ben diverso da "Ora basta prendermi per il sedere".
A volte sembra che tu ti senta in diritto di dire e fare tutto ciò che vuoi trasformando il QDq in un territorio privato più che uno spazio comune mentre sono fortemente convinto che servano confronti diretti.
Mi piacerebbe organizzare incontri su qualunque tema tocchi i nervi scoperti di Damanhur: vaccini, IoT, Palestina, AI, cittadinanze, 5G...
Vorrei vedere persone preparate, disposte a cambiare idea per qualcosa di più equilibrato, persone che vogliano abbandonare i fanatismi che separano, per abbracciare idee che coprano quante più facce del cristallo che chiamiamo verità.
Ho sollevato dubbi sul CdG, perché lo considero un organo fondamentale che in passato non mi pare sia stato all'altezza del compito. Solo riconoscendone i limiti possiamo farlo evolvere e diventare un riferimento solido. Lo stesso vale per Sociale, Gioco, Tecnarcato, figura dei Saggi, della Postina, del singolo cittadino ecc.
Io sono così: metto in discussione, propongo, rompo le scatole. Perché voglio tornare a uscire dal cancello di Damanhur pensando: “sto lasciando il posto migliore che abbia mai trovato”.
Voglio tirare fuori la polvere che negli anni si è accumulata sotto al tappeto.
Volete confronto e idee per rafforzare i pilastri di Damanhur? Io ci sono. Con idee che forse non sono giuste, ma sono vive.
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