Sono tornato da poco dal Giappone, dove ho portato avanti l’ennesima “missione” per l’Archivio.
È stato un mese impegnativo, con ritmi sostenuti.
Ieri raccontavo a un’amica le cose fatte, i fini, le strategie, le conquiste.
A un certo punto mi ha detto: “Bisognerebbe condividerle, queste informazioni. Ci sono molte persone che fanno in silenzio, di cui si sa poco o nulla.”
Non sono d’accordo. Non ne vedo l’utilità.
Nella vita ho fatto molte scelte inconsapevoli, che spesso mi hanno condotto in luoghi di cui ignoravo l’esistenza.
L’azzardo non mi spaventa più di tanto: conosco le mie caratteristiche e mi diverto a metterle alla prova.
Non vivo per gli altri, vivo per piacere personale.
Misuro me stesso in base all’entusiasmo con cui faccio le cose.
Per me, per la mia felicità — non per quella degli altri. Per sano egoismo.
E se quell’entusiasmo si spegne, comincio a farmi domande.
Sono ancora io, o mi sono trasformato così profondamente da non riconoscermi più? Da non ritrovarmi nelle scelte del passato?
O sono gli altri a essere cambiati, ad aver imboccato strade diverse?
Come si distingue un azzardo che ha senso da uno sterile?
Come si riconosce una fuga, una rinuncia, da un sano desiderio di rinnovamento?
Come diceva uno strano tizio, a volte bisogna rinascere per vivere, a volte vivere per imparare a rinascere.
Tornando al commento iniziale, mi viene da pensare che la mia sia una forma di etica silenziosa, che non cerca consenso ma coerenza.
Da sempre, a Damanhur si è scelto di abbracciare il valore della Terrazzatura, intesa come lavoro devozionale.
È un concetto importante, che credo molti sottovalutino.
Devozione significa spendere il proprio tempo con un impegno totale, una dedizione che va oltre le normali aspettative di un lavoro.
Ho conosciuto molte persone meravigliose che hanno trasformato le loro scelte in una missione devozionale.
Ancora una volta, Damanhur può dimostrare l’importanza della missione.
Non evangelica, ma interiore.
Una missione che non serve a convertire, ma a trasformarsi.
Può dimostrare che esistono al mondo persone che vivono indirizzando la propria devozione non verso se stesse, ma verso un sogno concepito assieme agli altri.