Con le elezioni del Collegio di Giustizia alle porte, affiorano dubbi e domande.
Quante sentenze sono state emesse quest'anno? Una decina, forse? Il che significa che almeno una ventina di persone sono state coinvolte, direttamente o indirettamente.
E quante volte è accaduto che un membro del CdG si sia astenuto dal giudicare, dichiarando di non riuscire a mantenere l'imparzialità a causa di sentimenti verso una delle persone coinvolte?
Una volta? Due?
Se davvero fosse così, la situazione sarebbe piuttosto inquietante.
Perché significherebbe che i membri del CdG non provano sentimenti importanti verso tutte le altre persone coinvolte nelle dispute passate.
Dai, Sparviero, prova a essere ottimista anche nei confronti del genere umano.
I sentimenti positivi valgono quanto quelli negativi, no?
"Io non posso giudicare Roberta, perché quella volta ha mangiato il mio yogurt light e ancora non mi va giù, quindi non sarei obiettiva."
Benissimo. Allora possiamo dire con sicurezza che i membri del CdG non odiavano nessuno degli altri coinvolti.
Ma, stranamente, questo non mi consola affatto.
Mi chiedo cosa succederà al CdG quando i damanhuriani cominceranno davvero ad amarsi.
Davvero, a quel punto, nessuno sarà più in grado di giudicare con imparzialità?
Cesserà di esistere la giustizia, perché ogni giudizio sarà contaminato da un affetto troppo profondo?
Mi chiedo: come fa un genitore a educare un figlio, se l'amore prende il posto del buonsenso?
Come fanno i sentimenti a scalare la montagna dei valori e prenderne il comando?
Come dice un amico dislessico: "C'è decisamente qualquadra che non cosa."