Ogni nostra decisione, opinione o convinzione si basa — spesso senza che ce ne accorgiamo — su una catena logica di premesse e conseguenze.
Ogni volta che diciamo “se accade X e osservo Y, la conclusione è Z”, stiamo utilizzando il cuore della logica inferenziale.
Circa due secoli fa, Boole fondò la logica algebrica, introducendo l’idea di trattare le proposizioni come variabili matematiche.
Un secolo dopo nacque la logica proposizionale e vennero sviluppate le prime tabelle di verità come le conosciamo oggi.
Si basano sulla semplice formula:
p → q
dove
p: premessa
q: deduzione
Il ragionamento logico applicato a più premesse (p) può produrre una deduzione (q) vera o falsa.
Ed ecco la tabella con le varie casistiche.
p V → q V = V
p V → q F = F
p F → q V = V
p F → q F = V
La relazione “→” stabilisce un ponte tra premesse e conseguenza.
È fondamentale chiarire l’idea di implicazione.
La formula “p → q” è un legame di verità: il risultato è F (falso) solo in un caso. In tutti gli altri, la deduzione produce una Verità.
Questo è un punto delicato, perché la deduzione indica coerenza interna del pensiero, non Verità assoluta.
Una coerenza logica (un risultato Vero) può nascere da premesse o deduzioni False.
Facciamo un esempio concreto:
“Se piove (p), la strada si bagna (q)” (p), “Piove” (p) quindi ne deduco che → “La strada è bagnata” (q).
Ora invertiamo le affermazioni:
“Se piove, la strada si bagna”, “La strada è bagnata” quindi ne deduco che → “Piove” (q).
Questa seconda conclusione non è logicamente garantita: è Falsa.
La fallacia nasce da un salto di logica che appare sensato ma non lo è, poiché la strada potrebbe essere bagnata per un motivo diverso dalla pioggia.
Per produrre una deduzione Vera, avremmo dovuto scrivere:
“La strada si bagna solo se piove” (p), “La strada è bagnata” (p) quindi ne deduco che → “Piove” (q).
La logica inferenziale ci insegna a distinguere, grazie al ragionamento, ciò che è coerente da ciò che è semplicemente un nostro credo o un’idea.
È uno strumento che evidenzia la differenza tra un argomento solido e una semplice opinione: la logica non dice cosa è vero, ma cosa è coerente nel pensiero.
Serve ad essere coerenti, non a conquistare una verità.
Ogni idea che abbiamo contiene premesse implicite. Spesso non riusciamo a comunicare con gli altri proprio a causa della distanza da queste premesse.
Gli insegnamenti di Falco, ad esempio, sono pieni di premesse V e F che generano conseguenze V e F, producendo una valanga di V ma pochissimi F. Questo spesso dà vita a logiche fallaci, motivate dalla necessità di semplificare argomenti complessi.
Raramente ho trovato il caso “V → F = F”, molto più frequentemente uno degli altri.
Credo inoltre che spesso le persone confondano verità con coerenza di pensiero.
Per comprendere meglio, osserviamo i casi:
V → V = V
F → V = V
e parliamo di “modus ponens inverso”, il ragionamento da destra a sinistra:
V = V <- V
V = V <- F
Che possiamo tradurre in:
È vero se la deduzione è vera e la premessa è vera.
È vero se la deduzione è vera e la premessa è falsa.
Immaginiamo di conoscere i primi due elementi ma non il terzo:
V = V <- ?
Non possiamo sapere se “?” sia Vero o Falso.
Al contrario, applicandolo a:
F = F <- V
abbiamo uno strumento che ci permette di identificare "con certezza" ciò che è Falso.
Per evitare tranelli, possiamo seguire alcuni consigli.
Dubitare delle premesse: prima di trarre conclusioni, chiediamoci se la premessa sia realmente vera e se poggia su basi solide. Spesso le premesse sono implicite, e ciò che è implicito nasconde inconsapevolezza.
Un esempio concreto lo possiamo fare sull'affermazione: “Se piove (p), la strada si bagna (q)”.
Questa premessa non necessariamente è Vera.
Ecco che allora rischia di contaminare il resto del ragionamento logico.
Distinguere implicazione da causalità: p non è sempre l’unico motivo per cui q accade. Evitiamo di confondere coerenza logica con causa reale.
Fare attenzione alle generalizzazioni: un singolo caso non è mai sinonimo di certezza e difficilmente basta a creare una regola generale.
In passato ci siamo presentati a popoli “primitivi”, abbiamo estratto un accendino e generato fuoco tra le nostre mani.
Siamo stati visti come divinità, eppure, anche allora, altro non eravamo se non "la migliore feccia sul pianeta".
La storia della logica e del pensiero ci insegna qualcosa di fondamentale: anche dai nostri errori, dalle nostre incoerenze e dalla nostra curiosità nasce la possibilità di apprendere e migliorare.
Ogni deduzione, ogni ragionamento, ogni dubbio è un passo verso la comprensione.
La logica non è solo uno strumento per distinguere vero e falso, ma una guida per esplorare il mondo con mente critica e occhi attenti.
Studiare, riflettere e mettere in discussione le nostre convinzioni ci apre nuove strade, ci permette di creare connessioni inattese e di partecipare, in maniera consapevole, al continuo costruirsi della conoscenza.
0 Commenti
Accedi per lasciare un commento.