Lama mi ha chiamato dicendomi che ha sognato me e Razza: dovevamo aiutarla in qualcosa che riguardava Bianca, l’ultima nata in casa Sorgente.
Forse Diamantel ha preso sul serio i miei pensieri, e adesso si sta muovendo attraverso altre persone.
Con Razza non ho un buon rapporto.
Non ci parliamo più da anni.
Quel collegamento che avevamo si è interrotto, finalmente, dopo tanto tempo.
Detto questo, se posso aiutare Lama, o Bianca, o chiunque sia innocente, ci provo.
Chiamo Razza e le parlo di Bianca.
A quanto pare Lama ha scritto anche a lei.
Mi risponde senza troppi giri di parole che è dubbiosa.
Da Razza non mi aspetto niente di diverso.
Vado da Tiamat e le chiedo cosa fare.
«Vieni qui con Razza.»
Cheppalle.
Ci riprovo.
La ricontatto più volte, ma le risposte sono sempre le stesse.
«Ho una scadenza al lavoro.»
«Sono in palestra.»
«Vediamo la prossima settimana.»
Poi sparisce nel nulla.
Alla fine torno da Lei e le dico che non sono riuscito a convincerla.
«Il tempo è finito. Farò in altro modo.»
Fare cosa? Non lo saprò mai.
La sensazione che provo è molto, molto chiara.
Noi siamo ospiti ed io sono solo un portavoce.
Il Bosco è casa sua, è il suo territorio.
Se lei invita qualcuno, e quel qualcuno rifiuta, non posso decidere io chi invitare: può farlo solo lei.
Ma quante cose ci stiamo perdendo, per superficialità, pigrizia o miscredenza?
Mentre torno verso Tin, all'altezza del cartello rotondo con su la scritta “Ale Assa”, Lei mi ferma.
“Da questo punto inizia la Via del Bosco, prima di uscire, saluta.”
Ma come?
Mi sono fermato, mi sono girato verso di Lei, ho unito le mani e ho fatto un inchino, come quando esco dal Boschetto di Damjl.
“Esatto.”
Da quel giorno l'ho semrpe fatto.
continua...
0 Commenti
Accedi per lasciare un commento.