Più di vent’anni fa, su richiesta di Falco, Fenice ha iniziato a seminare acheni in Giappone.
Con l’aiuto di Dugongo, Codibugnolo, Troll, Cuon, Capricorno, Cassuario, Akita, Yamamai e molte altre persone meravigliose, sono riusciti a raggiungere un traguardo importante: la creazione di una nuova comunità nel mondo.
La distanza fisica e culturale è enorme, eppure vibriamo sulle stesse frequenze.
È una vicinanza che né il tempo né lo spazio riusciranno a intaccare.
Come Damanhur ha dovuto imparare velocemente a convivere con l’assenza di Falco, così Orovelj, prima o poi, dovrà affrontare il distacco dalle sue due figure centrali.
Fenice e Dugongo, inevitabilmente, lasceranno il posto ad altri.
I “ragazzi” si stanno dando da fare.
Li ho osservati affrontare il Rito del Solstizio con grande attenzione e presenza.
Mi alzo presto al mattino e alle 6:30 spesso trovo qualcuno di loro che si occupa dell'orto o dei circuiti.
Che gioia!
Eppure, nonostante l’immenso lavoro di preparazione portato avanti in questi anni, continuo a farmi domande.
Chi erediterà scettro e corona?
Sarà in grado di difendere Orovelj dalle “contaminazioni” della Prima città?
Sapranno portare avanti, con le proprie gambe, il percorso di Meditazione?
Troveranno strategie efficaci per attrarre nuove generazioni, o sarà il tempo ad avere la meglio?
Riusciranno a custodire e trasmettere le conoscenze acquisite, o queste finiranno per diluirsi, fino a trasformarsi in qualcosa di profondamente diverso dall’originale?
Forse Falco, molti anni fa, si è posto le stesse domande.
Orovelj è figlia di Damanhur, e nel suo DNA porta gli stessi limiti e le stesse potenzialità che Damanhur ha espresso nel tempo.
Durante le brevi cene serali, spesso mi chiedono di raccontare della Prima Città, di Falco, di voi.
Di storie personali — vissute o raccolte — ne ho molte.
Eppure, ogni sera, il pensiero corre al destino di Orovelj.
Mi piacerebbe trovare le parole giuste, non solo per offrire incoraggiamento, ma anche per mettere in guardia.
Per aiutare a evitare dolori che, sono convinto, Damanhur ha già conosciuto.
Per condividere ciò che abbiamo imparato.
Sta a noi insegnare a guidare la macchina o sta ai giovani preoccuparsi di aver ricevuto tutte le istruzioni necessarie?
Forse individui responsabili sceglierebbero entrambe le cose.
Queste domanda mi accompagnano da quando sono atterrato. Ma ce n’è un’altra, ancora più enigmatica, che resta senza risposta.
Una domanda che sfida la logica, e sfiora il mito: ma come ha fatto Condor, da solo, ad andare e tornare dal Giappone senza perdersi?
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