Un paio di secoli fa, un libero pensatore chiamato John Mill scrisse un interessante trattato sull'economia.
Essendo una persona autoreferenziale, prese a esempio un mulino (e se qui la redazione infila una delle loro graditissime NdR, giuro che mi impicco per gli alluci al Ponte Preti).
Diceva che esistono forze esterne all'uomo (acqua e vento) che possono essere convertite in ricchezza.
La tecnologia alla base (macina) varia in base alle conoscenze e alle regole della società. A maggior complessità corrisponde una maggiore conversione di energia in ricchezza.
La ricchezza prodotta (farina) trova reale utilità solo se guidata e trasformata da un meccanismo sociale che si basa su libertà ed etica.
Tradotto: se la società è fatta di gente responsabile, il mulino gira. Altrimenti, scordiamoci il pane.
Ecco che allora in una società complessa, la delega diventa fondamentale, ma credo che si debba imparare a farlo.
Delegare può trasformarsi in disinteresse, ma se non indirizziamo il Pensiero, sarà meno facile riuscire ad addensare gli obiettivi fino a trasportarli nel Mondo delle Forme.
D'altra parte, una delega apparente può diventare energia contrapposta che rallenterà le pale del mulino.
Reputo piuttosto improbabile un arresto completo del meccanismo, perché a Damanhur c'è gente specializzata nel far girare le pale.
In entrambi i casi, parliamo di comportamenti non in linea con molti aspetti comunitari.
Mi piacerebbe vedere più partecipazione dal basso, persone che indichino strade alternative.
Per fare un esempio, anni fa avevo proposto di modificare radicalmente il modo in cui i 66 vengono gestiti.
Dividerli in tre parti.
Una parte vada al Tempio, per sostenere la macchina attorno alla quale gira parecchia roba.
Una parte vada a Meditazione, non solo per coprire le spese ma anche per permettere agli istruttori sempre meno contatti via Zoom e sempre più lezioni in presenza.
Una parte vada a un settore scelto dall'iniziato stesso, per alimentare progetti che abbraccino i suoi interessi, per dimostrare di aver fiducia nel futuro.
Che i settori vengano proposti da tutti gli iniziati, ma che poi si crei un elenco di settori sufficientemente importanti da non frammentare troppo i 66, magari con una bella votazione ad inizio anno.
Che ci siano obiettivi chiari, studiati, Pensati.
Che vengano poste scadenze rituali per riscattare un po' di Tempo.
Che si alzi l'asticella un po' alla volta, per dimostrare al mondo che esiste ancora un Popolo in grado di cambiare le cose.
La revisione dei conti, se fatta da persone etiche e affidabili, manterrà gli ingranaggi del mulino ben oleati.
Arriveremo addirittura al giorno in cui etica e affidabilità saranno considerate l’anima del mulino stesso, e nessuno oserà comportarsi in modo da violarne i fondamenti.
Probabilmente quel giorno molti dei damanhuriani di oggi saranno morti, ma avremo costruito qualcosa che va oltre il nostro tempo.
0 Commenti
Accedi per lasciare un commento.