Oggi ascoltavo un podcast sulla legalizzazione delle droghe leggere.
Due porelli che lottavano per far vincere il proprio punto di vista.
"Le canne fanno male, quindi il governo ha la responsabilità di bandirle."
"Eh ma anche l'alcol fa male, quindi il governo ha la responsabilità di bandirlo."
"Il vino non è una droga, le canne si."
"Come no? E' una sostanza che agisce sul sistema nervoso modificando umore, comportamento ecc. Certo che è una droga!"
"L'alcol non dà mica dipendenza!"
"Neanche il THC dà dipendenza, dal punto di vista farmacologico, eppure esistono alcolisti come esistono i tossici."
E via così.

Il problema di base non sono le droghe leggere o l'alcol, il problema è la libertà.
Secondo i proibizionisti, concedere la libertà di farsi una canna davanti a un film è pericoloso. perché farsi le canne fa male.
Ma anche mangiare troppo e diventare obesi, fa male.
Anche fumare nicotina fa male.
Bere alcol fa male.
Quindi un governo responsabile dovrebbe intervenire anche con le persone obese, proibire l'alcol, le sigarette e gli zuccheri composti.
Dovrebbe garantire lo stesso trattamento riservato a chi si coltiva una pianta di cannabis per fumare qualcosa di economico e sano.
Come per l'alcol dovrebbe dire: "niente canne prima dei 18 anni, poi fai cosa vuoi ma fallo in modo responsabile".
Invece c'è il carcere.

No, il problema è un altro.
Il problema è la libertà.
In questo tempo, la libertà è pericolosa, perché concedere agli altri la responsabilità di gestire in modo equilibrato alcol, thc o cibo è qualcosa che spaventa.
E in Italia, quando qualcosa ci spaventa, abbiamo la tendenza a creare leggi e decreti.

Quando arriverà il tempo in cui la legge tutelerà e istigherà verso la responsabilità individuale?
Vuoi farti una canna?
Sei libero di farlo MA te ne assumi la responsabilità e, se quella scelta creerà problemi agli altri, allora la legge interverrà.
Oggi la libertà viene considerata pericolosa.
O per vili strategie personali per ottenere più potere, più soldi, più degli altri.
O per presunzione, quando le persone pensano di avere le chiavi della felicità in mano.
Sono circondato da persone che mi dicono "mangia meno", "non fumare", "non usare il microonde", "dormi di più", "non bere niente durante i pasti", "non mangiare carne", fai così, fai cosà.
Nessuno che me lo chiede, tutti che cercano di impormelo.

Immagino un mondo diverso.
Un mondo dove la libertà viene prima di tutto.
E subito dopo, a sostenerla, la responsabilità individuale.
Un mondo che si può permettere di consigliare, non solo di vietare.
Perché un buon consiglio non è mai il problema.
Se qualcuno mi dice "sei obeso, se vuoi ti do una mano a perdere peso", quello è amore, è attenzione, è la cosa più umana che ci sia.
Il problema è quando quel "ti do una mano" diventa una legge, un obbligo.
Quando la cura si traveste da controllo.
Un mondo maturo si fida abbastanza da consigliare, e rispetta abbastanza da non obbligare.

Non sogno un mondo indifferente.
Sogno un mondo che tende la mano e concede la libertà di volerla prendere o no.